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Unghie della Madonna: Isabella Franchi, la Mikako Kōda della Nail Art e il talento di chi sa prevedere il successo.

Isabella Franchi ha solo due mani ma talmente abili da collezionare un repertorio di almeno altre mille dita, tutte decorate con un lavoro di nail art dall’impatto stratosferico. Cresciuta a Imola, tra la passione per i manga e quella per i tatuaggi, si laurea in Costume e Moda, pronta a spiccare il volo verso nuove opportunità. La sua carriera nel visual merchandising procede a gonfie vele, trascinandola a Londra, dove recupera un piacere mai dimenticato per la decorazione delle unghie.

Sin da bambina, infatti, il suo passatempo preferito è quello di sbizzarrirsi con gli smalti e crearci originalissimi disegni in miniatura. I nail shop della capitale britannica le ricordano quell’indole artistica ancora scalpitante ed ecco che, tornata a Milano, Isabella decide di mollare tutto per seguire il sogno folle di realizzare manicure indimenticabili – ma stavolta non solo per sè.

Unghie della Madonna è il nome eloquente di un progetto coraggioso e sensazionale. L’impresa di una giovane creativa che molla le certezze per lanciarsi nel mondo del fashion come una biglia da flipper…e beh, il colpo mira dritto al successo e lo centra in pieno!

Il tocco di Isabella firma veri e propri capolavori di nail art, ideati e riprodotti con il talento di chi sa fare delle propria estetica un marchio di fabbrica. D’altro canto la fantasia non le manca e la determinazione tantomeno, così nel giro di poco tempo le sue idee scintillanti come lo sguardo di un anime giapponese conquistano mezza Milano ed è quasi mania!

Cartoni animati, opere d’arte e simboli pop affollano le unghie di una clientela impaziente di sfoggiare un look unico e di ultra-tendenza, ispirato alla personalità del singolo come un abito su misura. La tecnica minuziosa insieme all’immaginario iconico sono le qualità di uno stile ad effetto wow garantito.

L’avventura di Isabella è la prova di quanto non smettere mai di reinventarsi sia il segreto per inseguire la felicità, fino a raggiungerla. Soddisfazione ed impegno – prendete nota – sono due forze direttamente proporzionali per schivare il rimpianto e puntare sempre più in alto. Un’equazione della Madonna per essere cool solo a patto di assecondare le proprie velleità!

Com’è nata la tua passione per la nail art? Da bambina ti capitava spesso di frugare nella beauty della mamma?

“Beh sì, in effetti è da tantissimo che mi faccio le unghie da sola. Sin da piccola mi affascinava la parte artistica della cosa, quindi mettevo spesso smalti di tutti i colori e mi divertivo a crearci dei piccoli disegnini sopra. Non mi truccavo, ma in compenso amavo decorarmi le unghie!

Questa passione è un po’ scemata quando ho iniziato a lavorare, finchè nei 4 anni che ho vissuto a Londra ho ripreso a frequentare i nail shop, ovvero quei negozietti specializzati proprio nella decorazione delle unghie. Tornata a Milano ho pensato che sarebbe stato interessante creare qualcosa di simile; inizialmente ho cercato qualcuno che avesse già un’attività di quel tipo ma, non trovando nessuno che proponesse la mia stessa estetica, ho pensato di provarci da me. Passavo ormai 5-6 ore al giorno a sperimentare sulle mie mani e lo trovavo quasi terapeutico, così mi sono iscritta a dei corsi di formazione per imparare a fare lo stesso anche su altri.

Che ricordo hai dell’infanzia? Qual era la tua tipica espressione nelle foto dell’epoca?

“Ero sempre un po’ musona, attaccata alla gonna della mamma. Non ho mai socializzato granchè con gli altri bambini…”

Quali interessi hai coltivato nel corso dell’adolescenza? Eri tra le alternative o tra le festaiole?

“Ai tempi del liceo ero tra le alternative che odiavano andare in discoteca in mezzo ai fighetti! Sono cresciuta con la musica rock e la sera mi piaceva andare ai concerti un po’ glam insieme agli amici. ”

Cosa ti colpisce nella vita di tutti i giorni? Quali sono le cose che ti divertono e quelle che ti fanno emozionare?

“Questa è una risposta che è cambiata negli ultimi anni. Ora mi soffermo molto di più sul valore del tempo trascorso con le persone giuste. Prima mi sembrava di dover uscire ad ogni costo per divertirmi, mentre adesso ho capito che, lavorando di più, abbiamo sempre meno tempo per stare con i nostri cari. Mi emoziona davvero quanto siano preziose le ore che passiamo con le persone che amiamo. Quello che mi diverte invece è fare aperitivo, andare in giro! Ho un marito che amo alla follia e mi diverto moltissimo a visitare posti strani con lui.”

Quali riferimenti hanno alimentato perlopiù la tua sensibilità artistica (musica, cinema, arte, letteratura)?

“Avendo come background una laurea in Moda, mi hanno ispirato tutti i designer pazzeschi dei primi anni ‘90. Grazie ai miei studi, ho cominciato a realizzare quanta arte c’è dietro ad ogni sfilata di moda e da lì mi sono avvicinata sempre di più al mondo dell’arte contemporanea ma anche a quella del tatuaggio, altra mia passione grandissima che per un certo periodo ho anche praticato da apprendista. Quella però non era la mia strada, pur rimanendo una forma di espressione che mi piace davvero tanto.”

Quanto spazio occupa la creatività nel tuo quotidiano?

“Da quando ho intrapreso questa carriera, occupa uno spazio grandissimo. Ho l’abitudine di prendere appuntamenti abbastanza lunghi – di almeno due ore per ogni cliente – perché non parto mai con un’idea troppo chiara ma propongo sempre delle immagini di riferimento, in base alla persona che mi trovo davanti. Nel tempo libero che rimane cerco di continuare a fare ricerca, visitando musei ad esempio. È un’attività che mi stimola molto perchè mi dà modo di prendere continua ispirazione, anche solo da una stampa che vedo esposta e subito mi dà un’idea da realizzare.”

Come hai imparato quello che sai? Hai frequentato dei corsi specifici o ti sei cimentata da autodidatta?

“Ho seguito dei corsi base per conoscere l’anatomia dell’unghia e capire dove mettere mano. La parte del disegno, invece, l’ho sempre sperimentata da autodidatta, procedendo per tentativi. Ho dovuto fare mille esperimenti con prodotti vari e mixare brand differenti prima di trovare la formula perfetta per ottenere i risultati che volevo. L’aspetto artistico ho voluto curarlo personalmente, proprio per migliorarmi in base a quello che più mi piace e rispecchia la mia estetica.”

Quando hai cominciato, c’era già un’aspirazione concreta di realizzarti in questo settore o hai semplicemente assecondato la voglia di sperimentare?

“Non lascio mai nulla al caso. Quando ho deciso di buttarmi, in realtà, sapevo di poter contare su una richiesta che mi avrebbe permesso di andare avanti. Ho lasciato un contratto a tempo indeterminato quindi di sicuro me la sono rischiata, ma mi sono detta: prendiamoci un anno sabatico e vediamo come va! E per ora sta andando bene… Non ero sicura di fare successo, ma sapevo che era quello che volevo fare e che era una possibilità per la quale valeva la pena buttarsi.”

Che rapporto hai con l’immagine? Durante il tuo percorso di crescita hai dovuto superare fasi di conflitto con il tuo aspetto o ti sei sempre libera di manifestarti come volevi?

“Son sempre stata un po’ una freak a cui piaceva apparire diversa da tutti. Non ho mai avuto problemi con il mio fisico ma allo stesso tempo nemmeno mi sono mai piaciuta totalmente, come capita forse alla maggior parte delle donne. Credo che per prendere consapevolezza di sé sia necessario innanzitutto realizzarsi e poi l’auto-accettazione diventa un processo automatico. Soddisfazione e autostima sono forze direttamente proporzionali. Ora che mi sento felice perché sto seguendo i miei sogni, mi rendo conto di riuscire ad accettarmi come non avevo mai fatto prima!”

Quanto pensi che si riflettano estetica e personalità nella società che viviamo? Essere di tendenza è un modo di giocare con se stessi o una necessità di tenersi aggiornati?

“Eh…quello che penso è che badare all’immagine al giorno d’oggi ci tocchi! Purtroppo è diventata fondamentale e gli effetti si vedono anche nelle dinamiche di sviluppo sociale, perché la verità è che sui social esiste oramai un’attenzione eccessiva alla forma e questo genera spesso una distorsione della realtà. Credo che sia una situazione che andrebbe gestita con criterio, specie per gli adolescenti che vivono in questo periodo storico. Per noi che abbiamo assistito agli esordi della tecnologia tutto sommato è diverso: noi siamo cresciuti rapportandoci con persone reali e abbiamo ancora un ricordo di come sia la vita senza uno schermo di mezzo, ma i giovani di adesso basano la loro vita su ciò che è visibile on-line. È un discorso davvero complesso, che in una sola risposta fa anche fatica a starci! Potremmo parlarne per ore…”

Hai mai avuto un’icona di bellezza o un idolo?

“Da piccola ero ossessionata – e lo sono tutt’ora – da Gwen Stefani. Penso davvero che sia una donna stupenda.”

Qual è il tuo ideale di bellezza? È qualcosa che si vede o che si percepisce?

“Secondo me che si percepisce. Come dicevo è qualcosa di direttamente proporzionale a quanto si è confident e sicuri di sé. Non esistono canoni standard.”

Descrivi la tua personalità creativa con un cartone animato, una caramella e un paio di scarpe.

“Come cartone animato dico subito la protagonista de I cortili del cuore, essendo io un’appassionata di manga. Mikako Kōda il mio idolo da sempre, con quelle gambette magrissime, la boccuccia stupenda e dei vestiti pazzeschi. Per le scarpe vado sul classico: Vans slip on checkerboard. Un tipo di scarpa che ti fa sentire come tutti ma comunque cool! E come caramella sceglierei una di quelle chewing gum, croccante fuori e morbida dentro. Da brava scorpioncina ho una bella corazza ma sotto sotto sono una patatona! Molto dolce e molto timida.”

Quanto tempo trascorri nel tuo studio di nail-art? Qual è la prima cosa che fai appena arrivi la mattina?

“Al momento non ho ancora uno studio mio. Mi appoggio in alcuni giorni della settimana ad un centro estetico (Roots), altrimenti lavoro da casa dove mi preparo le tips e curo la parte digital. Quando vado al centro, la prima cosa che faccio appena arrivata – ovviamente dopo aver salutato le colleghe – è preparare tutto l’occorrente. Preferisco ordinare tutto subito e rilassarmi poi nell’attesa. A casa invece la routine comincia con una colazione rilassata, guardando una puntata di qualche cartone su Netflix…e solo a quel punto la giornata può partire!”

Nel tuo mestiere quanto sei perfezionista da 1 a 0? Riesci a essere soddisfatta del risultato o sei dell’idea che avresti sempre potuto fare di meglio?

“Precisa direi undici, mentre la soddisfazione non raggiunge mai il 100%. Sono molto severa con me stessa e credo che questo da una parte sia un aspetto negativo ma dall’altro si riveli poi la chiave per non fossilizzarsi a fare sempre le stesse cose. Pretendere il massimo ti permette di avere sempre un margine di miglioramento.”

Di solito realizzi disegni su richiesta o proponi dei pattern di riferimento?

“L’idea non è quasi mai decisa in partenza. Chiedo sempre un input per capire innanzitutto chi ho davanti e da lì apro una ricerca d’immagini per trovare qualcosa che si adegui al suo stile. Avere carta bianca, senza un minimo di references per inquadrare i gusti del cliente, sarebbe complesso, nonostante ci siano lavori incredibili che mi piacerebbe proporre solo per la voglia di realizzarli!”

Quale tecnica usi per creare le tue nail-art?

“Semipermanente o unghie finte. Spesso per i lavori più elaborati preparo le tips in anticipo a casa e poi vengono applicate sull’unghia direttamente sul set.”

Qual è stato il lavoro più strano che hai eseguito? Qual è stato, invece, quello più impegnativo?

“Il lavoro più strano (in senso positivo) è stato sicuramente l’editoriale per Numéro Netherlands in cui ho dovuto creare delle tips out of the box, un po’ grottesche, per i Mestieres Fecales. La pressione era tanta! Quello più impegnativo penso sia stata una nail art a tema Andy Wahrol su unghie molto piccole, abbastanza changelling perché dovevo realizzare per ogni dito un quadro differente.”

Che rapporto ti lega a quello che fai? Consideri la tua abilità un mezzo espressivo oltre che professionale?

“Sì, penso sia la chiave per sentirsi appagati quotidianamente. Sempre non è possibile perché bisogna prima di tutto accontentare il cliente ma, in un modo o nell’altro, cerco di mantenermi fedele alla mia immagine ed esprimere, nei limiti, una parte di me.”

Sei la nail artist di fiducia di diversi influencer e personaggi famosi. Che rapporto stai sviluppando con la popolarità? Ti lusinga o in fin dei conti non ti fa differenza?

“Mi lusinga, da un lato, ma mi spaventa perché non lo avrei mai minimamente immaginato. Non sono proprio adatta alla popolarità io…Se mi fanno un complimento sono il tipo che arrossisce ed abbassa le spalle, timidissima per natura. È un aspetto di me su cui sto lavorando! Certo non mi lascia indifferente, sarebbe impossibile, ma sul lavoro continuo a trattare tutti allo stesso modo. Vivo solo il fatto di avere una clientela più o meno famosa come un grande traguardo, tutto qua.”

La moda è un mezzo per distinguersi ed uniformarsi, allo stesso tempo. Distinguersi da chi e uniformarsi a che cosa?

“Di certo è un mezzo di espressione. C’è poi chi lo interpreta come emulazione di quei personaggi che reputa di riferimento, chi invece ne fa un tocco personale per mostrare qualcosa di differente, che non si vedrebbe da altre parti. La verità è che la moda sta ovunque…È proprio come nel discorso de Il diavolo veste Prada quando Miranda ricorda che ogni cosa che vediamo esposta nei negozi, anche quella che ci sembra più banale, se sta lì è perché qualcuno l’ha scelta. Ci sono davvero tanti modi per renderla uno strumento utile a sentirsi bene con se stessi, sia che ci si ispiri a qualcuno sia che si cerchi qualcosa di unico.”

Che rapporto hai con il marketing? Ci sono collaborazioni che ti piacerebbe firmare con il mondo dello spettacolo e della pubblicità?

“È un mondo ignoto. Sto iniziando ora a collaborare con alcuni brand di smalti ma l’importante per me è rimanere coerente con la mia persona e con la mia visione estetica, prima di tutto. Non pubblicizzerei mai solamente per soldi, senza sentirmi in linea con la qualità di un prodotto.”

Immagina di curare la manicure di una star del pop: quale sceglieresti?

“Dua Lipa mi piacerebbe moltissimo! Ha sempre unghie bellissime.”

Qual è il tuo sogno nel cassetto? Se t’immagini tra vent’anni, cosa speri di essere diventata?

“Lavorativamente parlando non lo so perché sono convinta che il segreto di tutto sia reinventarsi sempre e non smettere mai di migliorare. Sogno di raggiungere una stabilità tale per cui poter prendere decisioni sulla mia vita, senza farmi problemi di tempo o di soldi. Avere voglia di fare qualcosa e farla! Questo non significa necessariamente diventare straricchi ma essere felici con ciò che si ha. Non avere il pensiero di non potersi permettere quello che si desidera: questo è il vero lusso! Tra vent’anni, quindi, spero di essere cresciuta… e serena.”

Cos’è per te il talento?

“Ne esistono tantissimi tipi, uno di questi è la capacità di saper prevedere cosa può funzionare e cosa no. O nasci con una dote, fisica o pratica, o sviluppi delle abilità, le scopri, crei la tua strada e t’impegni talmente tanto che poi diventi bravissimo in quello che fai. Ognuno prima o poi capisce per cosa è portato, bisogna solo avere forza di volontà ma soprattutto il coraggio di mettersi in gioco: anche quello è un grande talento.”

CONTATTI
Instagram: @unghiedellamadonna

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