15 49.0138 8.38624 1 0 4000 1 https://www.navelmagazine.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

One Girl Show: Le performance strampalate di Maya Golyshkina e il riscatto degli incompresi.

La stanza di Maya è un palcoscenico per le irresistibili bizzarrie che solleticano la fantasia di una giovane performer irriverente come lei. La sua testa è una centrifuga di idee. Un tornado di inventiva che investe ogni oggetto che incontra e lo restituisce alla fotocamera sotto una nuova forma, camuffato tra i costumi di scena di uno varietà intimo ed ironico, totalmente hand-made.

Art director di se stessa, Maya allestisce e realizza colpi di teatro a domicilio. L’effetto stupefacente dei suoi scatti riflette lo spirito audace che anima il suo progetto: un cocktail di euforia e rivendicazione per quella diversità patita da sempre come scarto.

A scuola, infatti, il suo estro vive in cattività per lungo tempo, finchè non trova nell’obiettivo fotografico l’habitat naturale di fronte al quale potersi esprimere liberamente.

Tra le pareti di casa, Maya presta il corpo all’indomita volontà di sperimentare ogni oltre confine, come se l’espressione creativa fosse un telescopio sulle proprie potenzialità. Anarchica e disinibita, mostra tutto l’irrefrenabile entusiasmo dei suoi 18 anni, tradito da una mimica seria che è il suo sorriso a rovescio.

Autrice, pubblico e cast diventano un tutt’uno nella stessa persona, e così l’arte del trasformismo avvia una simbiosi con la vita reale. Ogni giorno appare per Maya come una sfida per giocare in maniera assurda con l’immagine, calandosi nelle vesti strampalate di personaggi ispirati alla sua indole eccentrica.

In deshabillè, in maschera, in compagnia del suo broncio da genio ribelle, Maya trasforma il senso di incomprensione in un presupposto di unicità. La risorsa intoccabile per cui si ci si può sentire, a volte, forse distanti dagli altri ma rimanendo i migliori amici di se stessi.

Come hai scoperto la tua vena creativa? Quando la performance è diventata la tua modalità espressiva?

“Sono sempre stata una bambina attiva e vivace. Disegno da quando ho all’incirca 4 anni e da quel momento non ho mai perso la creatività. Con la quarantena ho iniziato a creare qualcosa che mi vedesse protagonista e ora cerco di portarla avanti, con modi sempre diversi.”

Che ricordo hai dall’infanzia? Che bambina sei stata e come ti piaceva trascorrere il tempo?

“Come dicevo, non sono mai stata la classica bambina anzi… agli occhi delle persone spesso sembravo una matta. Da piccola dirigevo tutte le mie energie nella creatività, inconsciamente. Mi piaceva così tanto ma ancora non capivo bene perché. Era il modo in cui ho cominciato a protestare contro il mondo, ad esprimermi, perché in fondo non mi sentivo compresa da nessuno neanche allora.

Negli anni ho partecipato a diverse attività artistiche nella mia scuola: disegno, cucito, lavoro a maglia, decorazione. Poi ho ho frequentato la scuola d’arte per circa 7 anni.”

Ai tempi della scuola avevi già un atteggiamento stravagante o lo hai sviluppato in seguito?

“Ho iniziato a svilupparlo in modo particolare a scuola, dove ero circondata da compagni di classe sciocchi e insegnanti severi. Hanno sempre cercato di mettermi in imbarazzo dicendo che ero strana e pazzoide, ma allo stesso tempo mi mostravo anche molto sicura di me e questo li faceva arrabbiare. Non mi sono mai arresa e ho sempre fatto tutto quello che mi piaceva, non importava cosa. A 16 anni, per esempio, mi sono data alla fotografia e ho persino cominciato a guadagnare i miei primi soldi facendo quello.”

Quali sono state le influenze che hanno maggiormente alimentato la tua sensibilità estetica (arte, musica, cinema, letteratura)?

“Qualunque cosa. Sono molto curiosa del mondo, guardo tanti film interessanti e leggo libri diversi che possano influire sul mio sviluppo personale. Quando ho studiato alla scuola d’arte ho iniziato a conoscere artisti classici fighissimi! Mi piace molto l’arte classica russa e amo l’arte del Rinascimento anche se, dire il vero, non ricordo mai nomi e date nonostante le abbia studiate attentamente…Apprezzo molto anche postimpressionismo e espressionismo.”

Cosa cattura la tua attenzione della realtà che ti circonda? Quali sono le cose che destano la tua curiosità e quelle che ti divertono?

“Penso… tutto ciò che mi circonda, dico per davvero. Di recente ci ho riflettuto molto, perché spesso mi rivolgono questa domanda e allora ho iniziato a rendermi conto che nella mia vita mi colpisce ogni cosa, giorno dopo giorno. Se analizzo tutti i miei ricordi, dall’infanzia fino ad oggi, sento che fanno parte del mio personaggio, della mia energia. Tutto può aiutarmi ad allargare i miei orizzonti e non saprò mai cosa arriverà di nuovo a stimolarmi ancora!”

Che approccio hai alla fotografia? È un gioco con te stesso o un’esibizione per stupire gli altri?

“Forse entrambi. Sono due aspetti che funzionano insieme perché mi aspetto che tutto ciò che sorprende me, di sicuro, possa sorprendere anche qualcun altro.”

Qual è la tua idea di provocazione?

“Io sono una totale provocazione!”

Che cos’è, invece, per te la leggerezza?

“È quello che si prova quando non vuoi assumerti troppe responsabilità.”

Come si svolge la tua routine quotidiana? Quanto spazio occupa la creatività nelle tue giornate e quali sono gli altri interessi che ti tengono impegnata?

“Senza esagerare, quello che faccio occupa realmente la maggior parte del mio tempo. Ormai non divido più tempo libero o no, perché sono abituata a lavorare con la mia arte, per cui è come se trascorressi tutta la mia vita a realizzare cose creative. Poi ovviamente mangio, bevo, dormo e vado in bagno come tutti su questo pianeta di merda! Non posso essere speciale anche in questo (ahahah).”

Attrice, art director e designer: realizzi le tue opere in totale autonomia, ma qual è il ruolo che ti stimola di più?

“Non voglio sceglierne uno, fa tutto parte di me. Sono piena di sfaccettature e ho sempre cercato di mostrarle tutte, perché ho così tante abilità…Non so ancora cosa farò l’anno prossimo ma vorrei provare a fare sempre di più, come se si potesse sperimentare all’infinito.”

Sei pignola o istintiva nell’allestimento del set?

“Sono una persona molto esigente. Sono esigente rispetto agli altri ma innanzitutto con me stessa. Mi arrabbio sempre quando qualcosa va storto o non riesco a fare quello che vorrei, ma questo mi spinge a fare sempre di più. Non mi sono mai arresa.”

Qual è stata la cosa che hai dovuto imparare per far crescere il tuo progetto?

“Non mollare e dire alla gente di fottersi!”

Da dove provengono le tue idee? L’ispirazione, solitamente, parte dagli oggetti che vedi o riflette un tuo umore?

“Come dicevo, tutto ha un impatto su di me e l’umore non fa eccezione. A proposito degli oggetti, ho notato che posso semplicemente andare in metro o da qualsiasi altra parte e fare caso a qualcosa, poi da lì creare un’immagine mentale che mi sembri interessante. Cerco di sfruttare tutto, anche il fatto di guardare un signore che spinge in metropolitana può bastare per farmi balenare in testa un’idea.”

Definisci la tua personalità con un gelato, un animale e un oggetto della casa.

“Tigre, coltello, un gelato gigante cioccolato e crema.”

Il tuo modo di comunicare è profondamente ironico: cosa ti permette di aggiungere l’umorismo alla rappresentazione della vita reale?

Uno scrittore russo diceva: «L’umorismo è il modo migliore per affrontare i difetti”. Come altro dovremmo percepire questa realtà, se non con umorismo? La vita è troppo difficile per prenderla troppo sul serio.”

Che rapporto hai con la tua immagine? Ti sei sempre sentita a tuo agio nel tuo corpo o hai dovuto affrontare periodi di conflitto in passato?

“Quando ero più piccola ero grassottella e mi distinguevo in tutto dalle altre ragazze. C’è stato un periodo, durante la scuola, in cui tutte si appassionavano alla pittura o cominciavano ad uscire con i ragazzi, ma io non lo capivo. A me piaceva più disegnare e leggere libri, quindi mi sentivo strana. Crescendo qualcosa in me è cambiato, sono diventata più forte e ho iniziato a valorizzare me stessa, ad amarmi senza prestare attenzione a cosa facessero gli altri.”

Cosa pensi quando riguardi le tue foto? Sei orgoglioso del tuo genio o ti senti una matta!?

“Non penso a nulla! Adoro il processo creativo nell’insieme e la foto è solo il punto di arrivo. Una specie di risultato.”

L’imbarazzo è una sensazione che conosci?

“In passato questa sensazione era con me costantemente, perché ho sempre avuto la tendenza a distinguermi da ciò che mi circondava, solo che nessuno lo capiva perciò era difficile resistere alla vergogna. Ma poi è arrivato un momento in cui mi sono detta: “Maya puoi”…beh, sembra che funzioni.”

Il tuo look è super stravagante ma la tua espressione imbronciata. Esiste un lato tragicomico in te, come artista ma anche come persona?

Molte persone pensano che io sia solo una ragazzina stupida, ingenua e con la faccia da bambina. Ma non è vero. A 18 anni ho già un background di esperienza dietro di me. Ho lavorato molto duramente per arrivare dove sono adesso. Riesco ad apprezzare tutto ciò che c’è di buono in questa vita solo perché ho attraversato la sofferenza, quindi ora rifletto molto e mi preoccupo di come vanno le cose. L’anno scorso sono stata depressa per un lungo periodo. Penso che il vero artista si condanni costantemente all’eterna solitudine e al dolore. È costantemente responsabile nei confronti di Dio per il suo talento e per la sua personalità. Molte persone potranno invidiarlo, ammirarlo, ma non sanno quanto possa essere dura la sua vita.

L’arte mi aiuta a dare un senso alla mia vita. A volte puoi capire il tuo mondo solo dipingendolo, lasciando fluire le tue emozioni. I miei genitori non mi hanno mai supportato in questo mio «hobby», pensano ancora che sia solo un passatempo e non lo scopo della mia vita.”

Credi che ad oggi sia più importante risultare originali o sentirsi perfettamente in sintonia con se stessi?

“Sentirsi in armonia con se stessi è sempre la cosa più importante.”

Cosa non può mancare nel tuo frigorifero e qual è invece la sensazione a cui non potresti rinunciare?

“Formaggio e poi probabilmente il mal di gioia. Sono sentimenti opposti ma è una sensazione davvero familiare per me.”

Quale messaggio ti piacerebbe condividere attraverso la tua galleria?

“Ad essere onesta, ancora non lo so”.

Quale destinazione speri di dare alle tuo eclettismo? Ti piacerebbe inserirti nel mondo dell’intrattenimento o per il momento ti basta esibirti sui social media?

“Non so dove mi porterà la vita, ma mi piacerebbe davvero tanto partecipare a una mostra, in cui potermi esibire con le mie performance. O in generale sarebbe bello raccontare da dove ho iniziato, esponendo i disegni, le fotografie, i giocattoli che ho cucito.”

Sei giovanissima e alla tua il futuro è un punto di domanda gigantesco. Potendo fantasticare, però, come ti immagini tra 20 anni?

“Domanda molto difficile, spaventosa e controversa, visto che tutto procede molto rapidamente e non so nemmeno cosa farò domani. Diciamo che innanzitutto spero di non uccidermi!”

Che cos’è per te il talento?

“Prima di ogni altra cosa per me è esclusività. Una persona di talento è unica in tutto, nella sua energia, nel comportamento, in quello che fa. Può essere pagata per il semplice fatta di essere com’è.”

CONTATTI
Instagram: @_themaiy_

Condividi:
Categoria:Creativity, Curry, Life, Woman
PREVIOUS POST
Rosso su Bianco. Il fil rouge dell’autenticità nei ricami di Valentina Dentello.
NEXT POST
Matitafore: Lo zoo levitante di Belen Gonzales, appeso al filo della semplicità.

0 Comment

LEAVE A REPLY