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Spensierata-Mente Ph.: Il favoloso mondo di Valeria Ciardulli, dal latino americano al valzer di Amelie.

Valeria Ciardulli ama ballare e il silenzio di casa sua quando, magicamente, si trasforma nella location dei suoi shooting privati. Messinscene deliziose di una donna sola in compagnia del suo corpo e della sua ironia, che impara a giocare con l’inventiva attraverso lo strumento fotografico.

Art director di mestiere, l’incontro con la macchina fotografica avviene per caso durante una serata di salsa. Se la danza rappresenta una valvola di sfogo per liberare la mente a tempo di musica, la fotografia presto diventa un territorio di sperimentazione pura.

L’indole svampita di Valeria si riflette in composizioni divertite e divertenti, in cui l’umorismo è la chiave della ricerca. Minimal ed eccentrica, il suo approccio allo scatto è simile ai piccoli piaceri della vita di Amelie Poulain, icona con cui condivide l’euforia per la semplicità

Pupazzi, marshmallows e frutta di stagione rivelano una personalità che sa indossare lo stupore come una lente colorata sul mondo. Prendersi troppo sul serio, d’altronde, è un affare noioso ma con l’immaginazione si può volare dovunque, come se si avesse un paese dei balocchi a portata di mano.

Valeria si reinventa, dinanzi all’obiettivo, in un luogo d’incontro tra dettagli della silhouette e pezzi di oggettistica che le si mimetizzano addosso. Uno stile “illuminato” dall’entusiasmo e da un’inclinazione naturale al gioco.

Quando la fantasia invade la stanza, le idee alzano il volume della creatività e il tempo libero si scatena in un passo a due con l’improvvisazione. È quello il favoloso mondo di Valeria che comincia a suonare.

Com’è nata la tua passione per la fotografia? Quando l’obiettivo fotografico è diventato il tuo compagno di avventure?

“È successo per caso. Io ballo salsa da molti anni e nei locali che frequento spesso mi è capitato di conoscere fotografi che sono lì per scattare fotografie alle persone che ballano. Una sera, uno di questi mi ha mollato in mano la macchinetta e così ho cominciato fare qualche scatto. Quando le ha scaricate sul computer ha notato che c’era qualcosa d’interessante e mi ha consigliato di comprare una macchinetta fotografica tutta mia, in modo da poterlo sostituire all’occorrenza. Così ho iniziato, per gioco, e da un annetto a questa parte mi dedico alla realizzazione di immagini in cui emerge il mio lato più creativo.”

Cosa ti piace osservare nella vita di tutti i giorni? Quali sono le cose che ti affascinano e quelle che ti divertono?

“Non c’è qualcosa di specifico. Vedo cose! Guardandomi continuamente intorno succede che gli stessi oggetti che mi trovo davanti tutti i giorni in un preciso momento mi servano per avere un’illuminazione! Può essere anche un bottone posizionato in un certo modo a farmi venire in mente qualcosa! Non ho un campo definito: mi piace guardare le cose così come le persone, i loro atteggiamenti, quello che esprimono.

Le immagini che mi affascinano sono quelle che trasmettono un messaggio, che portano con sé un concetto. Mi diverte, invece, notare cose strane, particolari, in qualche modo ironiche.”

Fantasia o Ricerca: Qual è il vero motore della tua creatività?

“Fantasia! Le idee mi vengono all’improvviso, non sono io che le vado a cercare.”

La tua attitudine a contaminare quotidiano e immaginazione fa di te una sognatrice a occhi aperti o una surrealista domestica?

“Una sognatrice a occhi aperti! Io vivo tra le nuvole. Spesso i miei amici mi dicono: Sembra che ti abbiano rapita gli alieni e poi ti hanno ributtata tra di noi!
Sono immersa in un mondo a parte…Hai presente il Favoloso mondo di Amelie? Ecco, io mi sento un po’ così.”

Oltre a questo, la mia grande passione è la salsa! Amo ballare.”

Quali riferimenti hanno influenzato maggiormente la tua sensibilità artistica (arte. musica, cinema)? C’è un interesse che ha accompagnato il tuo percorso di crescita, negli anni?

“Più che riferimenti artistici, è stato il mio lavoro di art director ad influenzarmi in quello che faccio. Lavoro nell’ambito creativo da ormai vent’anni e mi sono passate sotto gli occhi tantissime fotografie. Ora sto solo cercando di realizzare per conto mio quello che di solito mi trovo a visionare degli altri.

Come dicevo poi una grande fonte d’ispirazione nel mio modo di percepire le cose è stata Amelie. Anche la colonna sonora mi trasmette tanto, è capace di entrarmi dentro e farmi sentire un senso di pace e spensieratezza. “

Cosa t’ispira, di solito, nell’ideazione dei tuoi progetti? Lo stimolo parte dall’oggetto o da un concept che vorresti evocare?

“Entrambi. Di solito vedo un oggetto ma poi devo capire come ricollocarlo e cosa voglio dire. Sono collegate perché in un panorama, in un dettaglio del corpo o in qualsiasi altra cosa devo comunque prima cogliere una prospettiva creativa, per poi elaborare quello che vedo in una maniera ironica.”

Le composizioni che realizzi, in genere, richiedono più tempo o inventiva? Sei una pignola nell’allestimento del set o ti affidi volentieri all’improvvisazione?

“Sicuramente inventiva, perchè i miei set non richiedono una preparazione chissà quanto lunga. Pignola lo sono a volte sì e a volte meno, dipende dal tempo che ho a disposizione, visto che vado sempre di corsa! Di certo mi piace curare le foto, sia con la post-produzione sia arrivando a fare 120 scatti pur di trovare quello perfetto!”

Qual è la stanza di casa e il momento della giornata in cui ami metterti all’opera?

“Camera mia, quando mio figlio non c’è oppure dorme, altrimenti penserebbe che sono una matta!“

Cosa ti occorre per dare libero sfogo alla tua espressione? Si tratta di uno strumento o di una condizione?

“Non pensandoci prima, non mi serve niente in realtà. Viene tutto spontaneo, quando meno me l’aspetto. Non c’è mai uno studio o una pianificazione dietro.”

L’ironia è una chiave di lettura immancabile nei tuoi scatti. Cosa ti consente di aggiungere l’umorismo alla rappresentazione della realtà?

“Il fatto di poter regalare un sorriso a chi guarda le foto. Mi piace trasmettere buonumore con qualcosa che risulti divertente e giocoso.”

Che cos’è per te l’assurdo?

“Assurdo sarebbe svegliarmi una mattina ed accorgermi di aver perso l’autoironia. Non sarei più io!”

Che cos’è l’originalità?

“È qualcosa di diverso dallo standard. Non la cosa comune che trovi ovunque ma un’espressione particolare.”

Quanto conta oggi, a tuo parere, risultare originali? Trovi che sia più importante realizzare qualcosa di diverso o di davvero personale?

“È importante rimanere sè stessi e, nello stesso tempo, distinguersi dalla massa. Fotografare paesaggi non mi permetterebbe di realizzare qualcosa di mio, perché mi sembrerebbe di rappresentare una scena che tutti vedono uguale. Nel mio, cerco di creare immagini diverse ma pur sempre cucite addosso alla mia personalità.”

Descrivi la tua personalità creativa con un arnese da cucina, uno strumento musicale e un posto dove andare in vacanza.

“Partiamo dal presupposto che io e la cucina siamo agli opposti! L’oggetto che sceglierei, però, è l’apribottiglie. Quello vecchio, che quando lo apri sembra una ballerina…un po’ appuntita (non a caso sono del segno dei  gemelli)! Lo strumento è il triangolo, con quel suono che ti dà l’input, come se ti svegliasse. Il posto dove andare in vacanza sono le montagne Arcobaleno Vinicunca, in Perù.”

Il tuo approccio creativo ha in sé qualcosa di ludico e di amatoriale. Quanta e quale Valeria emerge in tutto quello che fai?

“Tanta. Sono così e lo sono sempre stata: scherzosa e esuberante!”

Qual è la tua sensazione preferita e quale ti piacerebbe veicolare attraverso l’immagine?

“Quello che mi piacerebbe veicolare è l’ironia, trasmettere un senso di leggerezza. La maggior parte delle mie foto sono minimal, essenziali, pulite e concise, proprio per far arrivare subito il messaggio. La sensazione che preferisco, invece, è quando ballo. È il mio sfogo, un momento in cui stacco da tutto il resto.”

Se la fotografia fosse un gioco quale sarebbe?

“Il twister!”

Nei tuoi servizi crei spesso una connessione tra dettagli del corpo e frammenti di mondo. È il contrasto o la mimetizzazione a dettare i tuoi collage?

“Cerco di creare un effetto di mimetizzazione. Ogni oggetto che utilizzo si adegua al corpo e l’unione tra i due aggiunge un tocco di originalità alla foto. La rende non scontata.”

Ci sono elementi ricorrenti nella tua galleria? Se sì, quale significato associ alla loro presenza?

“Il corpo umano. Mi piace che trasmetta qualcosa di diverso dal solito. Non vuole essere una provocazione, ma forse un po’ lo è! Una provocazione positiva, che mira alla simpatia!”

Luce e spazialità sono due espedienti che definiscono lo stile di un fotografo. Quale ruolo occupano nella tua estetica personale?

“Beh, la luce è inevitabile altrimenti la foto non verrebbe! Quanto all’ordine, ogni cosa deve essere al posto giusto. Il risultato deve essere quello di un equilibrio bilanciato.”

Qual è lo scatto, che più di ogni altro, riflette il tuo mondo interiore?

“Quello con la scopa e le scarpe da ballo racchiude tutto! Ma anche quello in cui si vede una mano avvolta da una sciarpa gialla e ripresa dall’interno, come se volesse afferrare qualcosa che viene dal nulla.”

Quale futuro sogni per la tua carriera di fotografa (galleria, pubblicazione editoriale, pubblicità e marketing)?

“Non ci ho ancora pensato. Per il momento mi piacerebbe farmi conoscere ed essere apprezzata. Non sono una fotografa professionista, non ho studiato e ho ancora tanto da imparare…Un giorno per caso mi è venuta un’idea e l’ho messa in pratica, più per passione che come impegno.

Sicuramente mi piacerebbe avere un riscontro positivo dalle persone che guardano i miei scatti e poi mai dire mai che quello che è cominciato come uno svago non diventi un lavoro…mi sembrerebbe di non lavorare mai!”

Cos’è per te il talento?

“Il talento è una cosa innata, che ognuno ha e dimostra come gli viene.”

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Instagram: @_my_perfect_little_world @valerycia

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1 Comment

  • 18 Giugno, 2020 at 3:53 pm
    ALESSIO SANTAMARIA

    Foto fantastiche!

    REPLY

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