15 49.0138 8.38624 1 0 4000 1 https://www.navelmagazine.it 300 0
theme-sticky-logo-alt
theme-logo-alt

Bubble Gum: La bolla di contaminazione visiva e tenerezza di Shira Roth.

Shira Roth è un’artista poliedrica, nata a Denver e poi migrata a Praga. La sua infanzia trascorre a stretto contatto con gli umili piaceri dell’artigianato: suo padre è falegname e la mamma sarta, così in casa si respira l’aria verace dell’invenzione realizzata a mano e lo sguardo assorbe l’influenza di un certo tipo di iniziativa manuale, tanto devota quanto seria. In quel laboratorio di tentativi e di scarti, è la confidenza con la materia il segreto del mestiere e l’intervento umano un presupposto immancabile per la rinascita in arte.

Nella crescita di Shira le passioni si rincorrono e le velleità cambiano forma continuamente, come una bolla di magma in una lampada anni 90. La musica, la recitazione e, in ultimo, l’arte, che finalmente la consegna al lunapark della sperimentazione visiva.

Il lavoro di Shira è un voto alla contaminazione. Le sue opere spaziano nella forma e nell’ispirazione, componendo una galleria di immagini imprevedibili e sostanzialmente versatili. C’è tenerezza, c’è divertimento ma più di ogni altra cosa c’è il desiderio di intervenire sul foglio, offrendo il proprio impegno come un dono di fantasia.

Il motivo ricorrente nelle sue creazioni è l’approccio ludico alla creatività, un sentimento di gioco che la rende incline ad evocare un’atmosfera quasi sempre infantile, in cui il bambino quando non è presente sembra l’autore del gesto espressivo.

Ricamo, disegno e fotografia sono le tecniche con cui Shira allena il polso, estendendo la propria prospettiva estetica oltre ogni potenzialità. Senza inseguire un progetto univoco, si lascia acciuffare dalle idee e le mette in pratica, determinata a mettersi mutevolmente alla prova e a lasciare a briglia sciolta l’immaginazione. Come dentro una bolla o tra i banchi di scuola, il pensiero fluttua e assume contorni morbidi.

Magma fluido, al servizio della manualità.





Com’è nata la tua passione per il graphic design? La vivi come un hobby o come una vera aspirazione professionale?

“Sono stata esposta alle arti fin dalla tenera età, anche se non ho saputo di voler diventare un’artista professionista fino ai vent’anni. Una storia di talenti creativi è sempre stata presente nella mia famiglia. Mio padre era appassionato di falegnameria, sua sorella maggiore, mia zia Doris, era una talentuosa scultrice realista specializzata nella fusione del bronzo e mia madre è abile nel cucito. L’espressione creativa nella mia prima infanzia consisteva principalmente nel disegno, nella pittura e nella lavorazione della ceramica. In gioventù, ho partecipato a numerosi concorsi e mostre regionali, così come sono stata membro di club artistici nel dopo-scuola. Durante l’adolescenza poi i miei interessi si sono spostati verso la musica, la danza e il teatro. Mi sono immersa nel balletto moderno per più di un decennio, e al college ho anche seguito un corso di recitazione.

Dal 2014 al 2016, sono stata cantante e bassista di una band di ragazze antisommossa chiamata Future Single Mom. Il gruppo è stato votato come migliore nuova band del 2015 a Denver, nella pubblicazione culturale Westword. A vent’anni avevo già raggiunto una buona popolarità, ma negli ultimi anni ho concentrato gran parte della mia energia creativa sulla fotografia e sull’illustrazione, sviluppando un’estetica comunicante tra i due mezzi. Ho messo su una piccola impresa artigianale che è l’incarnazione fisica di PeePeePooPoo Instagram e che include oggetti tridimensionali realizzati a mano. Idealmente, vorrei sopravvivere con le entrate generate solo dall’arte, anche se al momento ancora non è stato possibile!”

Qual è stato il percorso di formazione che ti ha permesso di trasformare le potenzialità del multimediale in un linguaggio artistico?

“Mi sono laureata presso la Metropolitan State University di Denver con una laurea in Belle Arti, indirizzo Visual Communication Design nel 2017. Negli ultimi anni, però, ho lavorato come guida per escursioni in bicicletta, insegnando inglese e occasionalmente vendendo opere d’arte commissionate.

Prima del college, ero rivolta solo a mezzi artistici tradizionali. Durante gli studi ho imparato a utilizzare software come Adobe Photoshop, Illustrator, Lightroom, Premiere, AfterEffects e InDesign per creare gli effetti visivi digitali. La maggior parte del lavoro visibile su PeePee PooPoo Instagram non è digitale. Le opere integrano metodi come collage analogico, applicazione di supporti misti e materiali trovati. Vi sono, tuttavia, alcuni esempi di lavori digitali realizzati in Adobe Illustrator per ottenere risultati di ultima generazione, come la grafica vettoriale e le animazioni

Nella tua galleria Instagram si alternano lavori differenti tra loro, accomunati tutti dalla tua direzione creativa. Cosa ti piace creare al pc? Parti da un progetto seriale o ogni opera ha la sua storia?

“I contenuti che produco digitalmente consistono principalmente nella progettazione di loghi, animazioni, gif, fotografia e video. Come dicevo, La maggior parte del lavoro pubblicato è fatto a mano con alcune eccezioni. Sono schizzi spontanei o esperimenti derivati ​​da immagini e materiali trovati casualmente. Alcune opere esistono all’interno di una serie, mentre altre sono individuali. Sono tutte generalmente di dimensioni ridotte, perchè lavori su larga scala richiedono tempo, pianificazione e resistenza maggiori. Tra questi di recente ho ampliato una serie di piccole fotografie ricamate caricate su Peepee Poopoo. Le ho ingrandite con Photoshop in formato A1/A0, dopodichè le ho stampate su carta normale e ho aggiunto strati di nastro adesivo sul retro che mi hanno permesso di applicare varie tecniche all’immagine come il ricamo, il disegno / pittura tradizionale e il collage, ma senza danneggiare la carta.”

Cosa ti ispira per i tuoi lavori di graphic design?

“L’estetica che ho raggiunto si è sviluppata in anni di ricerca e sperimentazione con vari mezzi e tecniche, in combinazione con interessi personali che ho progressivamente integrato nel mio corpo di lavoro, come per esempio l’arte tessile. In genere, cerco ispirazione da libri, riviste, artisti storici e contemporanei. Gli spettatori associano spesso al mio lavoro una reminiscenza di Magritte, Matisse e persino Picasso. Queste somiglianze non sono intenzionali, sebbene io sia sempre stata attratta dal surrealismo sia nella fotografia che nell’illustrazione. Nella mia vita, mi hanno sempre affascinato i manufatti vintage, l’arte popolare e i giocattoli. Nel corso del tempo, però, ho notato che il mio lavoro sta diventando più minimalista. Less is more, al momento, è la mia filosofia.”

Attraverso la manipolazione grafica ricerchi maggiormente la trasmissione di un effetto o di un messaggio?

“Sento di essere più preoccupata di trasmettere un effetto estetico piuttosto che un messaggio esplicito. Nel complesso, il messaggio è secondario all’opera. Tuttavia, ci sono immagini che contengono messaggi sottili su tematiche umane come le differenze sociali e di genere o la sessualità.”

Parallelamente ricorri a illustrazione e fotografia per le tue opere. Qual è la differenza principale tra queste due tecniche e cosa ti permette di realizzare una a differenza dell’altra?

“La manipolazione fotografica è alla base del lavoro presentato su PeePeePooPoo. La maggior parte delle immagini deriva da materiali trovati per caso e poi alterati con tecniche di collage. L’illustrazione viene applicata come metodo secondario. Le fotografie sono di solito scoperte in cataloghi, riviste e mercatini delle pulci. Ogni immagine è unica nel suo genere. Non esistono due elementi uguali.”

La versatilità del tuo stile si riflette anche nel mood. Tenerezza, sentimento, ironia sono le nuances espressive che rendono il tuo repertorio cangiante: ti affidi all’umore o segui a ruota libera la fantasia?

“Tutti i temi tradotti all’interno del mio lavoro sono un’espressione della mia persona, sia dell’esperienza personale che delle preferenze artistiche. C’è un elemento di gioco e di divertimento, con sfumature di oscurità, che penso rifletta per intero la mia personalità. La maggior parte delle opere sono guidate dalla mia immaginazione, in forma di schizzo. Tuttavia, quelle più grandi, con tempi lunghi di rifinitura, richiedono un processo riflessivo, che mi consente di eseguire strategicamente le decisioni estetiche e tecniche più adeguate.”

Qual è la differenza tra creare e costruire?

“Credo che la creatività influenzi le idee e le motivazioni alla base della costruzione. La costruzione è solo l’assemblaggio tecnico dei materiali per ottenere un risultato finale. Nell’arte, senza dubbio, l’edilizia è secondaria al progetto. La creatività esiste dall’interno, mentre la costruzione avviene esternamente. In sintesi, l’atto di costruzione è guidato dalla voce creativa al fine di realizzare l’opera d’arte.”

Quello che ti affascina più dell’arte è la sua capacità di stupire o di rigenerare?

“Sono sempre stato naturalmente affascinato dall’arte in tutte le forme. Immersa nel processo di creazione artistica, sono in grado di raggiungere uno stato mentale così sereno che consente al lavoro di fluire naturalmente attraverso di me. Nella mia esperienza, ho sperimentato la capacità dell’arte di ripristinare e guarire aspetti della mia vita, anche al di fuori dell’arte.

L’arte è il fondamento della cultura e il mezzo unificante dell’umanità. L’espressione artistica ha un enorme potere di illuminare la quotidianità mondana e di risvegliare lo spettatore. Offre verità e l’occasione di affidarsi all’intuito per attraversare territori inesplorati della psiche umana, consentendo così allo spettatore di praticare l’empatia. L’arte, inoltre, fornisce una voce a coloro che sono stati emarginati e sottoposti a persecuzioni. È uno strumento per creare consapevolezza di massa e bellezza, contemporaneamente. Non credo che esista un’espressione più palpabile per rappresentare la condizione umana.”

Cos’è per la creatività?

“La creatività è parte integrante della biologia umana. È un attributo genetico naturale, tuttavia, credo che debba essere coltivata attraverso l’esplorazione e la pratica. Penso che sviluppare la propria creatività in qualcosa di unico richieda dedizione e disciplina.”

Cos’è il talento?

“Il talento è secondario alla creatività. Il talento, credo, può riferirsi ai gusti, allo stile e alle influenze esterne degli artisti. Rispecchia le scelte creative impiegate per trasmettere un messaggio o suscitare una risposta emotiva nello spettatore. Certo, le persone nascono con un talento naturale. Alcuni mostrano di avere un istinto verso certe dinamiche artistiche, fin dalla giovane età. Tuttavia, non può sopravvivere da solo perchè, oltre alla creatività, deve anche svilupparsi attraverso la formazione e la perseveranza, per raggiungere il massimo del proprio potenziale.”

Qual è il valore specifico dell’immagine rispetto alla parola?

“Nella società contemporanea, gran parte dell’interazione tra le persone avviene tramite mezzi digitali. Essendo l’incontro fisico impossibile lo si sostituisce con la possibilità di guardarsi, con uno schermo in mezzo. Esiste una mia serie di fotografie che ho dipinto completamente di bianco ad esclusione di un uomo e una donna che si interfacciano. In mezzo alla coppia ho scritto a penna: gum? – FaceTime – Tell me I’m good. La prima domanda allude al fatto che uno dei due potesse avere un alito cattivo. La parola “FaceTime”, invece, allude alla modalità virtuale con cui gli individui sono in grado di vedersi attraverso un computer /dispositivo mobile. Infine, tell me I’m good non si riferisce a un vero scambio parlato tra i personaggi ma a un dialogo inconscio che esprime l’intrinseco desiderio umano di accettazione. L’importanza della fotografia risale a un periodo molto precedente ai social media. Presumibilmente, gli anni ’50, quando l’immagine integrò quelli che erano gli unici mezzi di comunicazione a distanza, ovvero i telefoni fissi e la posta ordinaria. Parola e espressione visiva si completano l’un l’altra, nel mio lavoro in particolare entrano spesso in rapporto per esprimere un significato.”

Cosa cerchi di sfruttare maggiormente della dimensione creativa tra la possibilità di non avere limiti e l’immediatezza?

“L’elaborazione di forme, spazio e linee aiuta a raggiungere il concetto di impossibilità, come si evince dalle opere d’arte progettate con il collage o con il disegno di soli contorni. L’uso che faccio dei vari elementi mira a ottenere questo effetto. Tuttavia, inconsciamente, cerco sempre di realizzare un impatto che possa raggiungere il pubblico immediatamente. Spero di svelare verità nascoste portando lo spettatore in contatto con il mondo sensoriale evocato dalle mie scelte estetiche.”

Cosa aggiunge il digitale all’arte più tradizionale?

“Per quanto riguarda PeePeePooPoo, le componenti digitali mi consentono principalmente di produrre in serie opere d’arte originali per conferirgli una fruibilità online. Quindi ricorro a metodi digitali come il software Adobe per la progettazione grafica, l’illustrazione, la manipolazione fotografica, la produzione di video e animazioni. In alcuni casi, realizzo un disegno a mano e solo in un secondo momento lo traduco con Adobe Illustrator.”

Quale destinazione ideale sogni per i tuoi lavori? Ti basta l’esposizione sui social o hai pensato anche ad altre forme di condivisione (allestimento museale, pubblicazione editoriale…)?

“I social media sono il modo più immediato di vedere il mio lavoro. Le mie opere sono rese pubbliche su varie piattaforme come Instagram,  Facebook e TumblrI ma negli ultimi otto anni il mio lavoro è stato presentato anche in varie gallerie e mostre collettive, negli Stati Uniti occidentali. Nel 2017, ho avviato PeePeePooPoo Instagram, il mio canale di maggiore seguito. Più di recente, stavo preparando la mia prima mostra a Praga in uno spazio fai-da-te chiamato Solution, a cura dell’artista svizzero Dada Mark Divo, ma purtroppo l’evento è stato annullato a causa del blocco globale imposto dalla pandemia. Andando avanti, vorrei concentrare i miei sforzi più sul lavoro digitale, integrando illustrazione, animazione e video. Spero inoltre di riprodurre le mie opere su capi d’abbigliamento e distribuirli online attraverso piattaforme come Redbubble. In conclusione, per non porre freni alla mia ambizione, vorrei vedere le mie opere esposte in musei di arte contemporanea, mostre personali e pubblicazioni d’arte riconosciute a livello internazionale.”

CONTATTI
Instagram: @peepee__poopoo; @shira.rot; @35mmfilmdiary
Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCh2auflaeiEeVMcT9FfAdHw?view_as=subscriber

Condividi:
Categoria:Curry, Uncategorized
PREVIOUS POST
Diversamente romantica. Il compromesso come segreto di stile nelle creazioni di Giulio D’Arpino
NEXT POST
Carezze a portata di mano: Il linguaggio della gestualità sussurrato dai poster di Autoritratto.

0 Comment

LEAVE A REPLY