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OPEREDALTRO: Muse di ieri e protesi d’oggi, sotto il bisturi della digital art.

Model: Sunny Marzio

Luigi non è un filosofo ma un ragazzo di poche parole che in testa elabora idee a profusione. Il gioco del digital collage comincia con il primo computer e la goliardia dei 15 anni, età in cui modificare una fotografia basta a divertire la comitiva, diventando una forma di intrattenimento puro.

Operedaltro è il progetto, nato nel 2017, in cui l’impeto di creare commistioni spiazzanti trova un suo laboratorio virtuale. Una parodia del museo dove si vedono dame di ieri e net girl di oggi, fuse insieme nella cornice della digital art.

Model: Numa Ink

Autodidatta e patito d’arte in ogni sua forma, Luigi assembla collage in cui spezzoni di corpi procaci s’insidiano nelle tele, ingannando lo sguardo di chi osserva e distorcendo l’estetica del garbo con protesi di modernità. In questa bolgia infernale in cui tutto è possibile, la trasgressione si afferma come nota costante, il passato si sconcia e la volgarità si sublima in progetto di contaminazione.

L’imprevisto della provocazione non si serve solo della carta della sensualità per stupire, ma si manifesta con aggiunte ultracontemporanee ogni volta diverse. È allora che la Ragazza con l’orecchino di perla, musa di Vermeer, si prende un break dalla sua posa immortale per addentare un hot dog. Frida Khalo ripone il caftano messicano per concedersi un selfie in felpa Adidas e la Dama con l’ermellino (forse credendo di non essere vista) si lascia sorprendere con le dita nel naso.

L’estro irriverente di Operedaltro sceglie la visual art per trasformare un’indole satirica in chiave creativa. Il messaggio è quello di immergersi nel presente e non risparmiare il classicismo di qualche gavettone d’attualità. Storia e ironia si confondono nella stessa corrente, ed è così si perde il confine tra sacrilegio e deviazione surreale.

Model: OpheliaMillaiss

Com’è cominciato il tuo interesse per la pratica digitale? Nasce come esperimento creativo o come studio di grafica rivisitato in chiave artistica?

“È un hobby che porto avanti da sempre, da molto prima che si chiamasse Operedaltro. Un passatempo nato come divertimento per ridere insieme agli amici che risale ai tempi del mio primo computer, quando a 15 anni modificavo le fotografie a mo’ di sfottò. 
Il progetto vero e proprio è cominciato nel 2017 sempre per gioco. Non ho mai frequentato scuole, né posso dire di avere chissà quali competenze. Sono un autodidatta, appassionato di arte, in tutte le sue sfaccettature.”

Con i tuoi lavori metti in scena una sorta di invasione al museo: sei un appassionato d’arte o di insurrezioni ribelli?

“Una cosa non esclude l’altra. Sono un ribelle e sono un appassionato d’arte, a partire da quella classica fino alla moderna, passando addirittura per i meme. Mi piace fare critica, satira, e suscitare quella sensazione che si può avvertire solo guardando ma che altrimenti non sapresti spiegare.”

Quali sono le influenze che hanno nutrito il tuo immaginario (cinema, musica, design)?

Non posso fare nessun riferimento in particolare. Ogni giorno scopro qualcosa di nuovo che mi entra dentro e da un momento all’altro potrei sfruttarlo a mio piacimento. M’ispira l’arte dell’800 così come la modella seducente del 2000: è un miscuglio di tutto per dare un concetto differente da tutto.”

Qual è stato il primo appuntamento paradossale che hai combinato?

“La ragazza con l’orecchino di perla che mangia l’hot dog.”

Il concept dell’assurdo, nella tua produzione, ha più cose in comune con la satira o con la street art?

“Entrambe. Amo la satira ma c’è anche un progetto di street art in atto. Si tratterebbe di stringere una collaborazione con un artista che fa murales, in cui io mi occuperei di realizzare collage con lo stencil. Staremo a vedere come evolverà…”

Nelle tue composizioni surreali cerchi di far incontrare anime affini o soggetti agli antipodi?

“A volte ricerco la fusione di due concetti, altre cerco di marcare l’opposizione tra bello e brutto, tra buono e cattivo. L’obiettivo di fondo è sempre quello di mostrare qualcosa che prima già c’era ma magari non veniva visto.”

Cos’è per te la provocazione?

“Provocare significa suscitare qualcosa, non necessariamente di negativo. Vuol dire dare una smossa verso il cambiamento, portare a pensare e soprattutto aprire gli occhi, perchè spesso si guarda ma non si sta davvero osservando…”

La trasgressione è un fatto d’immagine o una strategia per spostare l’attenzione su qualcosa di “diverso”? In che modo lo stile può sposare il progetto?

“Trasgredire è un mezzo per lanciare un messaggio in maniera forte e fare in modo che arrivi prima. Non scrivendo nulla, sviluppare un’immagine è il mio modo di comunicare un’informazione. Se non fosse trasgressiva probabilmente non verrebbe captata con la stessa intensità. L’arte visuale ha bisogno di attirare lo sguardo, sta tutto lì.  Ogni artista valuta un certo grado d’intensità in base all’impatto con cui un’opera riesce a colpire chi guarda. Il lavoro sta proprio nell’essere capaci di esprimere un concetto il più forte possibile.

Come muta, nel tempo, il parametro dell’originalità?

“A saperlo non staremmo qua! Varia in base all’esperienza e a quello che le persone vogliono vedere o sentire in un preciso momento storico. Ci sono momenti in cui si fa fatica a capire che cosa sta succedendo, perciò si ha bisogno di sentirsi affini a un’idea…”

Definisci con un aggettivo il valore comunicativo dell’arte, della tecnologia, della pubblicità.

Fondamentali, tutte e tre. Al giorno d’oggi un qualunque artista, che sia pittore o digitale, posta su Internet le proprie opere per farle raggiungere dal pubblico. L’arte è strettamente collegata con altri mondi, specie con la pubblicità per mezzo della tecnologia.”

Quanto influisce l’attualità sulla tua ispirazione? Che ruolo occupa il marketing nelle recenti tendenze dell’arte digitale?

“Tantissimo perché quello che mi sta a cuore è trasmettere qualcosa che sia al passo coi tempi. Quanto al marketing, devo ammettere non sono un appassionato, mi muovo in base all’istinto per capire cosa potrebbe funzionare in quel momento. Tutto qua.”

Model: Stella Germana

Come interagiscono arte e commercio? È la prima che nobilita l’altra o la seconda che strumentalizza la prima?

“Una via di mezzo. Il commercio è necessario per assicurare un potere economico, ma anche emotivo, all’artista. Nella vita ho avuto la fortuna di avere un’attività familiare già avviata per cui quella dell’arte è una passione che coltivo come hobby, anche se non posso considerarla lavoro, purtroppo. Dico purtroppo perché sarebbe il massimo poter comprare il pane facendo quello che mi piace ma spesso per chi fa il mestiere del creativo non è così!”

Nell’universo parallelo del collage digitale sono ufficialmente abbattute le frontiere dell’impossibilità? Esistono ancora per te assemblaggi stridenti al limite del blasfemo o è tutto concesso?

“Assolutamente, anzi anche il blasfemo coglie una sua fascia specifica di apprezzatori. All’inizio faceva strano anche a me che riscuotessero successo un certo tipo di lavori ma poi vedevo che venivano condivisi.
Il “troppo” può avere diversi significati: troppo bigotto, non-artistico, o semplicemente espressivo per gli anni 2000. Non può esistere una discriminazione nel sentimento, quindi no: non c’è un limite!”

Model: Tanya Girardi

Cosa rende un contrasto efficace? L’imprevedibilità o il divertimento?

“Entrambe purchè di dominio pubblico. È fondamentale che ci sia un riferimento contemporaneo, che tutti riconoscono. Va bene che si faccia ridere ma un fondo concettuale spinge di più, altrimenti l’artista farebbe il comico!”

In che modo un linguaggio creativo può incarnare un simbolo? Ci sono elementi ricorrenti nella tua produzione che ridefiniscono un significato costante?

“Non sono un filosofo, sono un ragazzo schietto che dice quello che pensa e fa quello che gli passa per la testa, senza girare troppo intorno ai discorsi. Di certo porto sempre avanti l’ìdea della trasgressione, unendo parti di corpi femminili provocanti ad opere d’arte. La scelta delle foto, però, è soggettiva, la faccio sul momento.”

Che differenza c’è tra messaggio ed effetto?

“Il messaggio è qualcosa che si vuole esprimere, l’effetto entra in gioco per dare maggiore forza al messaggio. La Venere che morde un panino arriva sicuramente più di un messaggio espresso in modo normale: se la parola arriva a 10 persone, l’immagine ha la potenza di poter arrivare a 1000.”

Model: Carmela Magno

Cos’ha di fondamentalmente diverso la grafica dalle altre forme espressive?

“La velocità. È un linguaggio nettamente più immediato, sia nella realizzazione che nel riscontro del pubblico. Molto più di un quadro o di un collage realizzato a mano con il decoupage.”

Cosa rende inesauribile l’immaginazione?

“Rifiutare la monotonia, fare continuamente esperienza di cose nuove. Aprirsi, sia mentalmente che fisicamente, a tutto ciò che ci circonda. Non portare paraocchi ecco, che rischierebbero di farci perdere di vista le cose davvero significanti.”

Verso che direzione ti piacerebbe far evolvere la tua carriera di digital graffiti? Ti piacerebbe occuparlo davvero un museo con una mega esposizione?

“Certo, perché no?! Se posso offrire ad altri un’esperienza, se posso trasmettere piacere o emozione io sarei disponibile. Non sta a me decidere, dovrebbe farsi avanti qualcuno che sposi le mie stesse idee e confidi nell’arte che realizzo, al punto di volerla far conoscere a tutti.”

Model: Kaya Azalea

Cos’è per te il talento?

“Il talento non si può definire. Si vede, si sente. Si percepisce in qualcosa che è capace di emanare il suo essere, indipendentemente dalla forma che prende, che sia un’opera d’arte o un piatto di pasta. È una dote innata che non tutti hanno e che non è possibile spiegare, ma che si sviluppa in un ambito particolare e rende speciale tutto.”

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Instagram: @operedaltro

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Categoria:Creativity, Curry
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