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80’s Mon Amour: l’electro-beat di Occhiopigro, in moonwalk da Latina fino al Sonàr.

Gli anni 80 hanno avuto un re indiscusso, Michael Jackson, e una generazione di sudditi con il beat pulsante nel sangue. Tra quei bambini intenti ad indietreggiare in moonwalk, su un palco di Latina, si esibiva un giovanissimo Marco, orgoglioso di ritirare il premio di miglior Billie Jean ad un concorso di piazza. La sua passione per la musica affonda le radici nel mito del pop, per poi prendere la piega alternativa del suono elettronico, in quel mondo notturno fatto di luci al neon e di sintetizzatori. Ma in mezzo c’è la batteria, più che uno strumento la compagna di viaggio grazie alla quale Marco sperimenta il proprio talento e dà il via a una relazione viscerale con la musica.

Occhiopigro diventa il nome d’arte con il quale progetta i suoi pezzi e ricrea tra le note l’atmosfera eccentrica e spensierata delle sale giochi e della strobosfera. Uno pseudonimo prestato per caso da una vecchia fiamma e mai più dismesso, anche se potrebbe trarre in inganno, perché dietro l’occhiale scuro si nasconde uno sguardo tutt’altro che spento, che si entusiasma con poco e non si perde nulla di quello che capita intorno. L’ispirazione, d’altronde, è una scintilla che s’innesca nella casualità e seminare attenzione è il segreto della creatività.

Occhiopigro si lancia nell’attività di musicista live con stragrande passione, ma a cuor leggero. Per farlo si affianca alla band dei Caraibi e sotto l’etichetta Povery Dischi produce brani personali e intriganti. Il suo repertorio ha una doppia facciata: vintage nello spirito e moderno nelle sonorità. Una bolla sospesa tra leggerezza e ricerca musicale. Un flashback che sa di novità. Un esperimento che trascina a ballare, senza che ci si possa opporre al ritmo.

Senso d’Orientamento è il singolo in uscita, dal prossimo 10 aprile, frutto di una collaborazione speciale con l’amico Charlie Fuzz. Un’oasi di energia e sound travolgente, da perdere la testa nonostante il titolo. Robotica e accattivante, come una cotta per il dj, “Senso di orientamento” è un tormentone in incognita. Una hit galattica, lanciata come un missile nello spazio e pronta a raggiungere il pubblico dei discotecari seriali.

Occhiopigro punta la bussola del suo stile là dove s’incontrano evergreen e sperimentazione. Un occhio strizzato al passato, dietro le lenti scure dell’avanguardia electric-pop.

Di che colore sono i tuoi occhi? Come nasce il tuo nome d’arte? Che sguardo si nasconde dietro i tuoi occhiali da sole?

“Sono verdi, e il nome d’arte mi è stato attribuito da una ragazza che frequentavo anni fa e che aveva l’abitudine di inventare nomignoli sempre molto simpatici. È legato a un mood del momento. Non sono pigro, anzi, sono un tipo molto attivo, ma in quel periodo particolare ero chiuso in me stesso e leggermente drogato…diciamo più tranquillone!

Indossare gli occhiali da sole nei video e sul palco mi è venuto spontaneo. Mi piace non far capire dove guardo, e in fondo anche quello che penso. È un modo di tenere qualcosa per me, di non svelare tutto. E un po’ mi aiuta anche a mantenere il distacco.”

Cosa ti colpisce del mondo? Cosa ti entusiasma? Cosa ti rende cinico?

“Di base sono uno che si entusiasma tantissimo per le piccole cose, forse anche troppo. Mi capita spesso di avere passioni immediate per cose che potenzialmente neanche lo meritano. Vengo colpito facilmente e in maniera altrettanto istintivo prendo le misure. Vale così per tutto: per oggetti, per situazioni, per la gente.”

Se la musica fosse un giorno della settimana quale giorno sarebbe? Qual è il momento del giorno in cui ti piace scrivere canzoni? T’ispira di più la luce del sole o la notte?

“Sarebbe un venerdì sera, quando hai il weekend davanti e la settimana alle spalle. É il momento in cui assorbi di più. La notte in generale m’ispira di più, anche nella scrittura. Di notte mi vengono le idee, e poi magari nel corso del giorno le elaboro.”

Cosa ti piace decidere nella vita? La musica è un lavoro o uno sfogo? Che ruolo gioca il caso nella creatività?

“Mi piace decidere quello che voglio fare, non mi piacciono le imposizioni. Purtroppo la musica rappresenta uno sfogo, anche se come molti vorrei che fosse qualcosa di più, un lavoro di cui vivere. Il caso ha un ruolo fondamentale: non ti metti mai seduto a cercare qualcosa da scrivere. L’esigenza di esprimere qualcosa nasce dalla casualità, da qualcosa che succede e non era prevista. È il 100% dell’ispirazione creativa.”

Da quanto ti muovi nel mondo della musica? Dove vorresti arrivare? Qual è il tu mezzo di locomozione espressiva?

“Da tantissimo. Come appassionato da quando avevo 6 anni, come musicista da quando ne avevo 9 e cominciai a prendere in mano i primi strumenti per specializzarmi poi nella batteria che ho anche insegnato per molti anni. Forse ormai l’età per i grandi sogni è un po’ passata, non tanto perché abbia smesso di crederci quanto perché con il tempo cambiano le priorità. Allo stato attuale mi basta divertirmi facendo musica. Farne tanta e divertirmi tanto.

Il mezzo di locomozione è la gente. Puoi cavalcare il pubblico e guidarlo per far arrivare il tuo lato artistico alle persone. Sono loro il veicolo che ti permette di continuare a fare quello che più ti piace.”

Passato-Presente-Futuro con una canzone: raccontaci un ricordo d’infanzia, le tue passioni, un progetto in uscita.

“Di ricordi ne dico due. Al primo posto quando ad una corrida amatoriale ballai Billie Jean. M’impegnai tantissimo e sceso dal palco c’era chi mi fermava fingendo si scambiarmi per il vero Michael Jackson, ero emozionato! Altro ricordo indimenticabile è la fissa che ebbi un certo periodo per Robyn, un’artista svedese da cui ero rapito, e quando la trovai a suonare al Sonar di Barcellona impazzii completamente!

Nel presente ho delle costanti ma mi piace scoprire i pezzi del momento. Attualmente ascolto di continuo Oh baby dei LCD Sound System.

Nel futuro c’è “Senso d’orientamento”, che ho inciso con Charlie Fuzz. Lavorare con lui è stata un’esperienza che mi ha divertito, essendo noi amici anche fuori dalla musica, ma non solo. È stato stimolante anche per rimettermi in gioco. Certo, in questo periodo così teso, non ci aspettiamo che esploda una “Sensod’orientamento-Mania, proprio adesso che anche la comunicazione vive picchi e flessioni imprevedibili. L’augurio è che arrivi alle persone per la sua profondità ma soprattutto per la sua leggerezza, e regali qualche minuto di gioco. È forse il pezzo a cui tengo di più in assoluto perché è stato scritto in un momento particolare della mia vita.”

L’immaginario evocato dai tuoi videoclip è quello electric-pop degli anni 80: qual era il tuo divertimento preferito in sala giochi? L’artista che avresti voluto emulare? Il paio di scarpe dentro cui ti sei scatenato in discoteca?

Non sono mai stato un assiduo frequentatore di sale-giochi. È più un mondo che cerco di evocare, per riportare quello stile nella musica e trasmettere il concetto di riviverlo quotidianamente. Tutti i giorni, cercare una sala giochi dentro se stessi.
Da buon Jacksoniano, sono convinto che l’impatto che ha avuto Michael Jackson sul mondo musicale e sulla società, nel bene e nel male, sia qualcosa di unico. Ho analizzato ogni aspetto delle sua produzione, il suo team, per capire la potenza di una grandezza artistica così enorme.
Quanto alle scarpe, la moda m’infastidisce o meglio m’infastidisce l’idea di omologazione. Non ho mai avuto riferimenti di stile, ma probabilmente a quel tempo portavo le Adidas.”

Cosa ti manca del ‘900? Come ti immagini il tremila? Com’è evoluta l’idea di musica?

“Mi manca l’impegno, oggi ci si impegna di meno sulle cose, a prescindere da quali siano. Negli anni 90 c’era più motivazione. Sono un ottimista di natura e credo che la tecnologia ci porti a migliorare in tutti i sensi. Penso sia un valore aggiunto, quindi il 3000 lo vedo figo! Cambierà il modo di sperimentare ma l’uomo sperimenterà sempre!
L’idea di musica è cambiata nel senso che, come ho detto, ci si crede di meno. Prima interessava meno il contorno. L’unica cosa che contava era suonare per la voglia di suonare. Oggi l’attenzione si è spostata al mercato e alle tendenze, scrivere invece frega di meno.”

Se il cuore è un tuono, quale condizione atmosferica è il fegato? Il cervello? Il futuro?

“Il fegato è il sole di mezzogiorno, orario aperitivo insomma in cui si riversano la fatica e lo stress. Il cervello è il cielo limpido, se funziona bene allora diventa tutto più chiaro, come se fosse una giornata di sole. Il futuro è la notte, la foschia…è nebbia che dobbiamo attraversare. Bisogna camminare piano per arrivarci bene.”

Su quale palco ti piacerebbe esibirti?

“Il Sonar di Barcellona è un evento che ho sempre amato, nel quale si esibiscono i geni della musica elettronica.”

Quali sono gli artisti con cui ti piacerebbe collaborare?

“Se devo puntare in alto allora sparo che la stima che ho per Michael Jackson è insuperabile. Poi i Daft Punk mi piacciono molto, la loro ingegneria el suono è qualcosa che non esiste da nessuna altra parte. Loro la inventano e lanciano una nuova prospettiva nel panorama musicale, poi qualcuno la riprende. Di italiano Cosmo non è male.”

Dove e quando cominceranno le tappe del tour?

“Per il lancio del singolo Senso d’Orientamento, il prossimo 10 aprile, avevamo pensato ad un mega-evento a Roma. Non appena ci “sciolgono” dalla quarantena cominceremo a lavorarci, e poi seguirà un tour di serate in tanti club, di Roma, del Lazio e probabilmente toccherà anche Milano.”

CONTATTI
Instagram: @qui_occhiopigro
Fb: @occhiopigro
Youtube: https://www.youtube.com/user/occhiopigroclub
Youtube Povery: https://www.youtube.com/user/FuzzyLoser

Dal 10 aprile, Senso d’Orientamento, Occhiopigro feat. Charlie Fuzz -> https://distrokid.com/hyperfollow/occhiopigro/senso-dorientamento-feat-charlie-fuzz


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