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MARIA MELANCOLIA: il collage come poesia dell’incontro

Maria Melancolia è una mamma a tempo pieno che nelle ore di disimpegno si distrae dal mondo concreto per migrare in un universo eclettico, in cui l’ozio dei pensieri prende forma nel collage. Dai suoi lavori si sprigiona un’energia carismatica e leggera, fatta di connubi candidi e confessioni in incognita. La magia dell’imprevisto sposa la forza della metafora per dare vita a un immaginario soavemente contrastato, in cui s’incontrano elementi impensabili e suggestioni dialettiche diventano assurdamente sincronizzate, fuse insieme nel fantastico crogiolo dell’arte grafica

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Melancolia: la scelta di uno stato d’animo lunare si combina a un universo sensazionale. Nella vita di tutti i giorni sei una mamma tutto sprint, è l’arte il linguaggio in cui sublimi i tuoi pensieri più nostalgici?

“Metto sempre un po’ di me nei collage e la maggior parte delle volte in effetti il lato melanconico prevale.”

Ma partiamo da Maria: dove nasci tu e da dove nasce la tua passione per l’arte?

“Sono nata in Angola, ma vivo a Braga, in Portogallo. Mi è sempre piaciuto disegnare e dipingere, quello è stato il mio primo approccio all’arte. Anni dopo ho iniziato a sperimentare Photoshop e questo è stato l’inizio dell’arte digitale per me.”

Quali sono le ispirazioni da cui estrapoli i frames per comporre i tuoi lavori?

“Prendo ispirazione dalle storie, dalla gente, dal cinema e dalla fotografia.”

Quello che ricerchi nella pratica del collage è la fusione delle parti o il contrasto?

“Non penso davvero ai dettagli tecnici, cerco solo di creare un qualcosa che parli al cuore.”

Quali sono i motivi ricorrenti nella tua produzione? Ci sono tonalità o oggetti che privilegi?

“Mi piace l’aspetto bello, delicato e sognante delle cose, ma anche quello strano e surreale.”

Qual è il concetto che fa da motore al tuo lavoro?

“La verità è che non c’è un vero concetto, mi piace creare e sperimentare”

Cos’è per te la creatività?

“Essere capaci di lasciarsi andare e con le proprie influenze creare qualcosa a cui le persone possono relazionarsi, visto che al giorno d’oggi non c’è nulla di veramente unico o nuovo.”

Credi ci sia una componente specificamente femminile nella tua concezione dell’estetica o consideri l’arte un linguaggio universale?

“L’arte è senza dubbio universale, ma i miei collage una componente femminile ce l’hanno. Sono stata cresciuta da donne forti, e anche se molte donne vengono ancora sottovalutate ciò non toglie che siano una forza della natura!”

Quali sono di solito le destinazioni delle tue opere? La piattaforma virtuale ti basta o la tua produzione si concretizza anche nell’esposizione museale?

“Dal momento che ho un “lavoro diurno” e un bambino piccolo non ho quasi tempo di dedicarmi a ciò che amo davvero fare, che è il collage. Per ora sto bene con quello che ho e che posso fare.”

La grafica ti consente di disordinare le cose del mondo: esiste un criterio di ordine speciale o abbracci d’impulso la meraviglia del caos?

“Come ho detto non seguo un percorso specifico…”

Moda, cinema, spazio sono dimensioni che s’intersecano nel tuo immaginario: quali sono i tuoi interessi? Cosa ti stupisce quando non sei tu a stupire noi?

“Mia figlia continua a stupirmi ogni giorno!”

Qual è il ruolo della parola nella sua integrazione dell’immagine all’immagine?

“Visto che non ho un diario a volte uso parole che possano esprimere i miei stati d’animo.”

Lasciaci con un’immagine istantanea. Se chiudi gli occhi adesso cosa ti viene in mente?

“Il pranzo! Sono al lavoro da troppe ore!”

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Instagram: @mariamelancolia

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