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Charlie Fuzz: la corsa di Varenne dalla provincia al successo

CHARLIE FUZZ fa rima con “buzz” e allora abbiamo pensato per il biondo cantautore di Ceccano a un’intervista con tanto di pulsantiera. Ma prima di tutto chi è Charlie Fuzz? Conosciamolo meglio.

Il suo gruppo, nella formazione attuale che lo vede di fianco ai Caraibi, nasce nel 2017 ma l’esperienza musicale di Charlie, all’anagrafe Carlo Cerroni, era già cominciata anni prima, ai tempi della scuola, quando il suo aspetto “punkettone” tradiva una passione per l’hard core e per le distorsioni elettriche (in gergo “fuzzy”, da cui il nome d’arte…). Quella con la chitarra è una storia d’amore che attraversa fasi di caciara giovanile e componimento più maturo per accompagnare le storie di Charlie, aneddoti un po’ romantici un po’ burloni cantati sfrontatamente a squarciagola. Dopo i trascorsi da frontman dei Me For Rent fino al 2009 e poi degli At the Weekends fino al 2016, nasce finalmente il progetto pseudo-omonimo Charlie Fuzz, in collaborazione complementare con la band dei Caraibi di cui fanno parte il tastierista Luca Verrelli, Davide Sgash alla chitarra, Simone Podagrosi al basso e alla batteria Luca Leoni. Un incontro fatale per inseguire il successo e raggiungere insieme le tappe dell’album e dei live.

Nel 2017 esce il primo LP intitolato Varenne, dal nome del fortunato cavallo campione di trotto, icona degli anni 90. Una mascotte per la carriera di Charlie, cha alla cresta da punk sostituisce la criniera fluente, proprio come il ciuffo biondo che sventola sul microfono mentre canta e un po’ anche come la musica contemporanea, una polifonia a briglia sciolta nel panorama indipendente. Le canzoni contenute nell’album sono tracce versatili, alcune più riflessive altre scalmanate, ma tutte con ritornelli trascinanti e melodie che si stampano in mente. La voce graffiante di Charlie incide un ritratto della provincia con le sue pigrizie e la sua filosofia, e con Varenne porta a casa una medaglia per la carica contagiosa.

Pronto per il quiz? Cominciamo dalla lettera C…di CECCANO!
Ceccano è il nome del paesino in cui nasci. Qual è il tuo rapporto con la provincia: amore o odio?

“Ceccano è senza provincia, direi da buon ceccanese DOC! Come scrivo nella mia canzone “Ceccano non capisce le mie voglie”, non dà spazio alle mie aspirazioni ma, allo stesso tempo, è il luogo dove sono nato e rimasto.”

Hobby o Progetto: qual è il ruolo della musica nella tua vita?

“Fino ai vent’anni direi più di un hobby, la sentivo come una vera predilezione sin dal liceo. Poi “invecchiando” capisci che in qualche modo bisogna anche arrangiarsi e quindi fai altro, anche se mi piacerebbe che la musica fosse l’interesse primario.”

Artisti preferiti? Cosa ascolti abitualmente?

“Il mio preferito è Beck ma con l’avvento di Spotify mi piace lasciarmi inondare da correnti diverse, scoprire nuove uscite…Mi affido spesso alla categoria Indie Internazionale, ma passo volentieri al cantautorato italiano anni 80 e al punk, mia prima grande passione.”

Rapporto con la band? Amici di vecchia data o sodalizio professionale?

“Amici di vecchia data eccetto il batterista, conosciuto più di recente. Sono persone calme, il chè è l’ideale per stringere un rapporto di “gruppo”, in cui bisogna prendere delle decisioni e riuscire a farlo insieme. L’ultima parola spetta a me ma posso dire che, oltre al gemellaggio artistico, mi sento sostenuto anche nelle scelte.”

La prima esibizione in pubblico?

“Era il 2017, durante il festival “Eco Reattivo” di Ceccano. Venivo da un anno di silenzio dopo lo scioglimento del mio vecchio gruppo e l’esordio in acustico fu un’esperienza nuova, un cambiamento radicale nell’approccio con gli strumenti.”

Ispirazione per i testi? Da dove ti viene?

“Dalle cose che vivo, dai trascorsi degli ultimi anni, dal mood che mi ispirano le canzoni che sto ascoltando in quel periodo, e poi tanto dipende dalla ricerca strumentale. In “Serena Grandine” il riff movimentato di chitarra è legato a un episodio frivolo, mentre in pezzi più lenti esploro un mondo meno ludico, più emozionale.”

E per la musica? Come nascono le melodie?

“A seconda di quello che ascolto mi avvicino a diverse sonorità e le sviluppo in automatico sulla chitarra. Le preferenze cambiano di volta in volta ma il lavoro di ricerca parte da lì.”

Festival, palco e massa ondulante o serata al pub, hamburger e contatto ravvicinato col pubblico?

“Il pub pieno di gente attenta è la situazione ideale. Per esperienza preferisco i luoghi piccoli a quelli dispersivi perché è dove riesci a cogliere veramente l’interesse del pubblico per il concerto e non per il contorno.”

Un’anticipazione sulle prossime uscite? Hai in serbo per noi qualche singolo nuovo?

“Sì! Qualche canzone nuova la porto già nei live ma stiamo lavorando nella pre-produzione degli inediti, in collaborazione con Megha di Asian Fake. Il proposito è quello di uscire in primavera.”

Zaino che portavi a liceo? Cosa ricordi delle scuole superiori? Quali erano i tuoi sogni?

“Ero uno di quelli che appartenevano allo schieramento Invicta, sempre lo stesso dalla seconda elementare! Ai tempi della scuola volevo suonare e fare l’attore, insomma crescere nel mondo dell’arte in qualche modo. Solo che all’epoca avevo un altro stile, ero più punkettone, il mio genere musicale preferito era l’hard core…sono cambiate un po’ di cose!”

Zero ansie o impazienza di arrivare al successo? Come surfi sulle acque agitate del futuro?

“Sono abbastanza ansioso ma non per quanto riguarda il successo. Ho voglia di fare bene, di raggiungere risultati soddisfacenti. In generale ho capito che nella bisogna aspettarsi di tutto, e anche nella musica è così!”

CONTATTI

Instagram: https://www.instagram.com/charliefuzz_propriolui
Facebook: https://www.facebook.com/charliefuzzpropriolui/
Spotify: https://open.spotify.com/artist/7zDPmLgykC42MJOi21qL4n?si=fX-xvuN8Q_CUzAUxFa9DjQ

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Categoria:Curry
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